Nella serata dell'11 dicembre durante gli eventi di "Vibo Capitale del libro" l'intervista di Piero muscari agli autori del libro "La via italiana dello stoccafisso".
A “Vibo Capitale Italiana del libro 2021”, che si articola in una serie di eventi che dureranno fino a maggio 2022, in qualità di direttore artistico, Piero Muscari, ha organizzato e moderato una due giorni – trasmessa anche in diretta streaming su vari social – riservata al cibo, cui hanno partecipato tanti ospiti illustri. Diversi i libri presentati, tutti di grande interesse, cui si è unità la possibilità di degustare le delizie più rappresentative della gastronomia calabrese. Nella serata delll’11, a seguire il momento”ludico” cui ha partecipato il “fenomeno” Federico Palmaroli, detto Osho, che ha presentato “Carcola che ve sfonno” (la nuova raccolta di strisce comiche protagoniste, da febbraio, di una serie televisiva in onda su RaiPlay) nella II parte della serata si è discusso del testo “La via italiana dello Stoccafisso”, a cura dell’Accademia dello Stoccafisso di Calabria, per le edizioni Lyriks, con la partecipazione del curatore, il regista e scenografo Nino Cannatà, nonché Vicepresidente dell’Accademia dello Stoccafisso di Calabria, affiancato da uno dei coautori del volume, il noto agronomo Rosario Previtera, e dagli ambasciatori della suddetta Accademia, i summenzionati Anna Aloi e Francesco Maria Spanò. Il volume, che si distingue anche per un’elegante veste grafica, cerca di fare chiarezza sulle circostanze storiche relative all’introduzione dello stoccafisso in Italia, e in particolare nel Sud, offrendo una nuova narrazione bastata su ipotesi originali, che mettono in discussione quanto finora tramandato. “La via italiana dello Stoccafisso” ha il grande merito di delineare una diversa ricostruzione rispetto a quella secondo cui fu il veneziano Pietro Querini a portare lo stoccafisso nel nostro Paese nel 1432. Il libro, che è frutto di una “ricerca collettiva e pluridisciplinare”, anticipa, infatti, di alcuni secoli l’arrivo dello stoccafisso in Italia e ne colloca il primo approdo lungo le coste del Sud Italia ad opera dei Normanni, discendenti dei Vichinghi, cioè gli “inventori” del metodo di conservazione di questo pesce tramite essiccazione. Un percorso affascinante, che tra storia, scienza e gastronomia segue la storia di un alimento che, proveniente dal profondo Nord, si è poi ampiamente diffuso come cibo europeo divenendo anche parte integrante della nostra dieta mediterranea. Una discussione entusiasmante e a più voci, che, trasmessa in diretta da palazzo Gagliardi, ha saputo ripercorrere, attraverso le varie discipline e i diversi punti di vista, le qualità di un alimento che è ingrediente principe di un’alimentazione che ha accomunato e continua ad accomunare Nord e Sud dell’Europa.